Alimentazione

Le nostre abitudini alimentari e il modo in cui ci rapportiamo con il cibo assumono, consciamente o inconsciamente, molteplici valenze, il cui complesso significato riguarda non solo gli aspetti essenziali della nutrizione, ma anche quelli della socialità e della cultura, rendendo il cibo qualcosa più di un 'semplice' alimento.
Noi ci nutriamo tutti i giorni perché il nostro organismo, per svolgere le sue funzioni vitali, utilizza il cibo ingerito che viene scisso per ricavare i nutrienti: carboidrati, grassi, proteine, vitamine, sali minerali e acqua. Questi nutrienti vengono digeriti e assorbiti per essere trasformati in nuova materia vivente (accrescimento corporeo e mantenimento delle strutture) o per essere bruciati - con il consumo di ossigeno - per produrre energia utile (funzioni vegetative e di relazione) e calore (termoregolazione).

Se mangiamo più cibo di quanto necessario per il funzionamento del nostro organismo, lo trasformiamo in grasso di deposito.
Gli eccessi portano a squilibri che, quando ripetuti nel tempo, favoriscono la comparsa di quelle malattie - quali obesità, arteriosclerosi, diabete e ipertensione - molto spesso correlate con errate abitudini alimentari e inadeguati stili di vita. Abitudini e comportamenti alimentari corretti, insieme a uno stile di vita attivo, contribuiscono al mantenimento di un buono stato di salute.

Durante l'adolescenza, in un corpo che si prepara ad assumere una forma adulta, sono numerosi i cambiamenti che intervengono, facendo molte volte emergere anche ansie e preoccupazioni. Nei maschi può prevalere il bisogno di apparire più muscolosi; nelle ragazze si può riscontrare un ingiustificato bisogno di magrezza.

In questi casi l'alimentazione rischia di essere erroneamente utilizzata quale strumento per raggiungere l'immagine desiderata e, spesso, non compatibile con una condizione di equilibrio e benessere psico-fisico.


Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali DSM-IV-Tr (2000) i disturbi dell'alimentazione sono suddivisi in:

Anoressia Nervosa

  1. Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale per l’età e la statura (per es. perdita di peso che porta a mantenere il peso corporeo al di sotto dell’85% rispetto a quanto previsto, oppure incapacità di raggiungere il peso previsto durante il periodo della crescita in altezza, con la conseguenza che il peso rimane al di sotto dell’85% rispetto a quanto previsto).
  2. Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando si è sottopeso. 
  3. Alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto di ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso. 
  4. Nelle femmine dopo il menarca, amenorrea, cioè assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi. (Una donna viene considerata amenorroica se i suoi cicli si manifestano solo a seguito di somministrazione di ormoni, per es. estrogeni.)
Bulimia Nervosa
Ricorrenti abbuffate. Una abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti:
  1. mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili
  2. sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando)
  3. Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.
  4. Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi.
  5. I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei.
  6. L’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa.

Disturbi dell’Alimentazione Non Altrimenti Specificati

La categoria Disturbi della Alimentazione Non Altrimenti Specificati include quei disturbi dell’alimentazione che non soddisfano i criteri di nessuno specifico Disturbo della Alimentazione.

Gli esempi includono:

  1. Per il sesso femminile, tutti i criteri dell’Anoressia Nervosa in presenza di un ciclo mestruale regolare.
  2. Tutti i criteri dell’Anoressia Nervosa sono soddisfatti e, malgrado la significativa perdita di peso, il peso attuale risulta nei limiti della norma.
  3. Tutti i criteri della Bulimia Nervosa risultano soddisfatti, tranne il fatto che le abbuffate e le condotte compensatorie hanno una frequenza inferiore a 2 episodi per settimana per 3 mesi.
  4. Un soggetto di peso normale che si dedica regolarmente ad inappropriate condotte compensatorie dopo aver ingerito piccole quantità di cibo (es. induzione del vomito dopo aver mangiato due biscotti).
  5. Il soggetto ripetutamente mastica e sputa, senza deglutirle, grandi quantità di cibo.
  6. Disturbo da Alimentazione Incontrollata: ricorrenti episodi di abbuffate in assenza delle regolari condotte compensatorie inappropriate.